Wednesday 29 January 2020

 

La chiave a stella - consigli di lettura

Il lavoro e la sua qualità, l’austerità, il conflitto, l’avventura. Una sorta di Odissea moderna dove il protagonista, Faussone, può essere paragonato ad un Ulisse che gira il mondo con la sua chiave a stella per montare gru, tralicci, ponti, impianti petroliferi, ma soprattutto un’altra grande opera: la moralità del lavoro, raccontata attraverso le sue parole schiette e sincere.
Primo romanzo d’invenzione di primo Levi, pagine molto piacevoli da leggere, di sovente velate da ironia, che affrontano dall’interno il rapporto tra uomo e lavoro, oltre a rivelare vite e mestieri di cui si conosce poco.
Una narrazione (un dialogo per l’esattezza) su chi si impegna a lavorare bene, su chi crede in ciò che fa, sulla fatica quotidiana, sulle vittorie e sulle sconfitte che portano al piacere per un’opera portata a termine e ben fatta.
La moralità del proprio mestiere è d’obbligo per chi ricerca il cambiamento; tutti abbiamo l’obbligo di batterci per una nuova organizzazione del lavoro che offra motivazione e partecipazione.
Il lavoro è una componente necessaria della nostra società, capace di renderci cittadini liberi e non sciavi, come potrebbero pensare taluni. Lo stesso autore afferma: “Il rapporto che lega un uomo alla sua professione è simile a quello che lo lega al suo paese; è altrettanto complesso, spesso ambivalente, ed in generale viene compreso appieno solo quando si spezza: con l’esilio o l’emigrazione nel caso del paese d’origine, con il pensionamento nel caso del mestiere”.
Questa sarà la vera rivoluzione, nonché il futuro delle relazioni industriali, una lotta che tende verso un lavoro competente e ben fatto, che ponga le basi per un benessere diffuso.