Wednesday 29 January 2020

 

Psicologia e Lavoro n°170

In questo numero:

  • Origini dell’idea Università degli Studi di Cagliari, convegno-dibattito: “Per gestire il conflitto: perdono, non violenza, mediazione e negoziazione”, Cagliari, 19 aprile 2013
  • Il perdono ed il futuro Enzo Spaltro
  • Nuovi giochi, dopo la guerra Enrico Euli
  • La gestione del conflitto nel testo biblico Gianfranco Cicotto
  • Slatentizzare il conflitto! Giorgio Sangiorgi
  • Riconoscimento e perdono in un conflitto irrisolvibile Mustafa Qossoqsi
  • Il conflitto organizzativo Simone Angius
  • Guerra, uso della forza, uso della violenza. Aldo Vanini
  • Strategie e tattiche per la gestione dei conflitti: dalla lotta alla negoziazione Cristina Cabras
  • Il LAVORO A PRUA a cura di Claudio Arlati
  • RACCONTO: Sartre e il vino bianco Francesco Di Lorenzo
  • Convegno d’Autunno Economia e politica. Produzione - distribuzione di ricchezza o assegnazione di risorse scarseggianti? 5-6-7 novembre 2014 Bologna - Argelato, EmilBanca

Presentazione a cura di Enzo Spaltro

Da molti millenni gli uomini hanno utilizzato la guerra per risolvere i loro conflitti. Solo recentemente è apparsa la possibilità di sostituire la guerra con pratiche relazionali e meno cruente. Sono stati così inventati mezzi e rapporti capaci di negoziare, contrattare, gestire situazioni di conflitto, meno distruttivi di quelli delle origini. Soprattutto mediante la possibilità di usare delle variabili più psicologiche che economiche. Un tempo i poeti greci sostenevano che la guerra era l’origine di tutte le cose. Poi si vide che molte cose potevano essere inventate anche in tempo di pace. Poi si vide che molto dipendeva dalla qualità del potere che veniva utilizzato nelle relazioni: il potere a somma zero, detto anche competitivo e il potere a somma variabile detto anche collaborativo. In un convegno svoltosi a Cagliari nell’aprile del 2013 sono stati trattati molti di questi temi e tratte delle interessanti conclusioni da parte di specialisti di diverse discipline. Speciali condizioni di conflitto che richiedono speciali modalità di perdono sono state presentate durante questo convegno, che ha avuto come contenuto principale non tanto il perdono quanto la capacità di risolvere i conflitti con una migliore qualità di vita e i costruzione di benessere, di aumento dell’orizzonte temporale e di uso esclusivo della vendetta per ottenere a qualunque costo giustizia. Particolarmente interessanti sono i contributi degli autori anche in questa occasione di condizioni di conflittualità molto distruttiva. La lettura di questo numero di Psicologia & Lavoro risulta abbastanza utile a coloro che desiderano aumentare il controllo sulla propria vita e riappropriarsi di quella parte di libertà che il bisogno di vendetta spesso tende a riservare a sé stessa ed esclusivamente alla distruzione dei nemici. Di tutta questa energia sprecata ed i modi di utilizzarla meglio viene proposto un uso per migliorare la vita sia in ambiente micro famigliare che in condizioni macro organizzative e politiche.