Saturday 30 May 2020

 

Psicologia e Lavoro n°191

Per iniziare:

 

Questo numero di Psicologia e Lavoro esce rinnovato, nella composizione della Redazione, con l’arrivo di Vito Volpe e di Paola Baldassarri, nella scelta del tema da sviluppare e nella modalità di organizzazione. Su questo ultimo punto abbiamo condiviso con Enzo Spaltro di affrontare la questione psicologica più legata alla tragedia della pandemia del Covid 19: il disorientamento.

Questo enorme problema viene declinato, in questo numero della rivista, da ciascun autore secondo le personali esperienze e competenze. Questa riflessione collettiva sul tema ha costituito, per il gruppo di redattori, un’opportunità di riflessione, di approfondimento e, quindi, di apprendimento che vogliamo trasferire ai nostri lettori.

L’enciclopedia Treccani alla voce disorientamento recita ”perdita della nozione dei rapporti tra la propria persona e l’ambiente, che si verifica in diverse malattie mentali. Si può distinguere un disorientamento rispetto al luogo, al tempo, alle persone; e queste diverse forme non si presentano nello stesso grado: prevale invece or l’una or l’altra… e anche diversa è la genesi del disorientamento
di volta in volta”.

Il disorientamento di oggi dell’intera umanità è una nuova categoria, un nuovo stato d’animo fatto di paura, di dolore e di ansia che abbiamo iniziato a conoscere di fronte alla diffusione del Covid 19 e alle misure restrittive a cui tutti i paesi del mondo sono stati sottoposti per tentare di ridurre i focolai di contagio e il conseguente numero dei decessi.

Disorientarsi può portare a crisi di panico? Interessante l’indagine apparsa su Fortune Italia, ripresa a sua volta da Politico, testata USA, in cui si analizza il “panic level”, in una scala da 1 a 10, nei diversi paesi UE, di fronte alla pandemia.

Francia e Germania si collocano a livello 7, Italia e Spagna a livello 8. Perché l’Estonia, che è tra i primi posti in Europa per numero relativo di contagiati, presenta un livello 3?

Senza voler fare un’analisi approfondita la ricerca suggerisce che la modalità di gestione dell’emergenza sia stata fondamentale, tramite l’azione del governo, che ha infuso fiducia ai cittadini, attivando idee progettuali attive e fattive, tramite il programma “Hack the Crisis”. Praticamente tramite un bando pubblico sono state scelte 5 azioni da realizzare tramite 5 startup, come segnale Carlotta Balena su Fortune Italia del 26 marzo scorso.

E’ stato il governo estone che ha chiesto aiuto ai cittadini, facendo di essi una forza attiva e solidale.

La startup vincitrice ha proposto infatti un sistema di rotazione della forza lavoro tra le diverse aziende per permettere a quei lavoratori occupati in settori chiusi, come il turismo, di continuare ad operare in altri settori a maggiore domanda, come l’e-commerce.

Storicamente e antropologicamente l’uomo si è orientato con il sole e le immigrazioni sono sempre avvenute da est ad ovest. L’uomo anziano perde la vista e va verso la luce. Come il sole sorge ad oriente per dare luce al giorno, così l’uomo si rivolge alla luce per avere l’illuminazione, fisica e metafisica. Anche la civiltà si è progressivamente espansa da oriente a occidente…non vorremmo dovessimo aspettare il prossimo giro!

Una cura al disorientamento sta nella “ Speranza progettuale”: cercare di dare un senso alla propria esistenza e al proprio lavoro, senza rincorrere la strada dell’isolamento, ma anche cercando di “ stare con”, di costruire e ricostruire la propria dimensione sociale.

Il disorientamento si supera facendosi forti non solo del proprio “sé”, ma anche dei sistemi che abitiamo “oltre sé”.

Si supera il disorientamento uscendo dal proprio narcisismo e occupandosi degli altri.


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