Monday 30 March 2020

 

Psicologia e Lavoro n°189

Per cominciare:

Questo numero 189 di Psicologia&Lavoro inizia con un tentativo di proporre un modello estetico di comportamento umano, un modello cioè non bellico ma connettivo, non basato sulla bontà ma sulla bellezza. Questo tentativo propone i convegni di Cervia a primavera come tempo e luogo di ricerca di bellessere, di riaffermazione, di un al di qua contrapposto all’al di là bellico-religioso. Questo propone inoltre un modello psichico, cioè soggettivo, ed anche psico-economico. Il modello che viene proposto da tutti i convegni di primavera di Cervia è stato un modello di tipo pluralistico e non individualistico. Il modello può essere definito come un passaggio attraverso quello che possiamo chiamare anche il modello delle persone, o meglio ancora delle 3 P.

Infatti questo modello si compone di tre concetti base: quello della parità, dell’apprendimento, che supera e scavalca il modello del dominio e dell’assoggettamento; il modello del perdono, che si contrappone a quello della vendetta e della “naturale “ reazione di fronte all’attacco quindi una coppia che viene scavalcata dal perdono con il gruppo e la trinità;
il plurale che concepisce il passaggio oltre al singolare, ed una concezione del plurale come composto da fasi successive di sviluppo e successione di eventi dal singolo individuo al soggetto, alla coppia duale, alla trinità del piccolo gruppo, alla quaterna della comunità e via dicendo fino alla specie umana, intesa come una finalità ultima di ogni sviluppo fino al passaggio allo stato di benessere, bellessere e gioia.

Questo modello plurale si declina poi nell’interno del singolo soggetto con
il perdonare se stessi (apprendimento ed insegnamento);
il perdonare in coppia (monopolio, monopsonio);
il perdonare micro (consolato, piccolo gruppo, cittadinanza, privato);
e l’apprendimento macro (comunità, pubblico, comune, persona).

Questi passaggi che compongono il modello connettivo che lentamente, ma inesorabilmente sostituisce il modello bellico, possono essere considerati delle relazioni se i principali protagonisti sono le persone. Sono invece delle idee se si realizzano come associazione di idee.

Invece se sono fatti da successione di eventi possono essere considerati delle connessioni semplici oppure dei modelli di apprendimento o sviluppo, cioè di movimento o di potere che realizzano dei passaggi dalla unità alla molteplicità, dal singolare al plurale, dall’integrare al differenziare, dal complicare al connettere, dalla scarsità all’abbondanza, dal dividere al moltiplicare, dall’abbassare all’alzare, dal ridurre all’ingrandire, dall’ingrassare al dimagrire, dall’impoverire all’arricchire e via dicendo. Cominciando così.


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