Tuesday 26 September 2017

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Psicologia e Lavoro n°178

 

In questo numero:

  • Proposta 2: Le idee e l’associazione di idee (Enzo Spaltro)
  • Le coaching, enjeux, paradoxes et perspectives (Eugène Enriquez)
  • Why America is polarized (Philip Slater)
  • Lewin, complessità e piccoli gruppi (Flavio Montanari)
  • Assessment delle competenze e procedure concorsuali (Giorgio Sangiorgi)
  • CLIMA 178: Siete giocatori? Amate il rischio? (a cura della Redazione)
  • POESIA: Wisława Szymborska (a cura della Redazione)

 

Proposta 2: Le idee e l’associazione di idee (Enzo Spaltro)

Alla fine della prima proposta (le persone e l’idea di dichiarazione di rischio), ci siamo posti il problema se le persone, concetto teatrale, quindi artistico estetico e non scientifico etico, sono un mezzo efficace per produrre benessere attuale ed anche speranza di benessere e di conseguente bellezza. Ed essendo l’idea di persona all’origine di molte connessioni producenti benessere, abbiamo pensato che, analogamente a quello che fanno le connessioni tra persone, origine delle relazioni di ogni genere, anche le connessioni tra idee possano essere un mezzo efficace per produrre benessere ed anche speranza di benessere e di conseguenza bellezza, cioè benessere, soggettivo ed espanso verso il futuro. Quindi abbiamo pensato di indagare come si comportano le connessioni tra idee nella produzione di benessere e nel passaggio che stiamo vivendo tra società dei controlli e società delle connessioni. E qui ci si ripropone la domanda: ma è proprio vero che le arti e le religioni fioriscono
durante il malessere e che gli artisti trovano l’origine dei loro prodotti belli nella loro sofferenza e malessere? Il poeta, il pittore, il musicista ed il santo sono sempre dei sofferenti o possono essere felici? Siccome siamo convintiche tutti possono essere felici, ci piace tentare di dire il perché di tale convinzione. Cominciamo con due idee al riguardo, mi piace partire da queste. La prima idea che, pur non essendoci una regola fissa, gli uomini tendono quasj sempre verso la loro felicità. E’ vero che, nel campo dei comportamenti umani, le parole sempre e mai non dovrebbero essere usate. Ma è altrettanto vero che la ricerca del benessere ed anche della speranza di benessere, cioè di bellessere, rappresenta una finalità onnipresente in tutti i campi del vivere umano: dalla musica alla gastronomia e dallo
sport alla teologia. Non è certo un caso che il primo trattato di teologia, la teogonia di Esiodo (VI° secolo a.c.) poneva la religione al pari di altre arti e le assegnava una Musa, Clio, musa della religione e della storia, come Tersicore per la danza, Melpomene per il canto, Urania per il cielo e gli astri. Dodici in tutto e tutte figlie di Zeus, il io massimo, da cui nasce poi il monoteismo religioso, tuttora redominante, eccetera. Inoltre occorre ricordare che il benessere è principalmente costituito dalla possibilità e capacità di espressione. Invece il malessere deriva di solito principalmente dalla repressione
di tale possibilità e capacità. Così si spiega lo stretto legame tra espressione e benessere e tra repressione e malessere. In altri termini la sottile e mobile dinamica tra stati di gioia e di depressione, la duplice polarità dello stato psichico tra benessere e malessere, colora moltissimi sentimenti e climi di polarità spesso imprevedibili che portano i soggetti a sostenere contemporaneamente tutto ed il contrario di tutto. Alcuni hanno proposto l’uso del termine “pensiero duale” anche come tecnologia di studio delle connessioni tra idee suggerendo per ogni parola la ricerca dell’opposto di tale parola ... CONTINUA