Tuesday 26 September 2017

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Principi Fondanti

L'idea di costruire un'università diversa, un'università delle persone, nasce da lunghi anni di apprendimento e di discussione sull'insegnamento praticato attivamente e dalla frustrazione condivisa tra studenti e docenti per il mancato apprendimento. Sono peraltro emerse alcune ovvie basi ispiratrici di un progetto che con molto timore e molta speranza presentiamo ai giovani del nostro vivere insieme. Occorre comunque partire dall'idea di una trasformazione come base ineliminabile di ogni comunità di apprendimento. Questo rappresenta un principio non negoziabile per creare un'università delle persone e non un titolificio di assoggettamento. Come conseguenza di questo principio di trasformazione sono state individuate alcune basi di una simile proposta.

Queste basi sono sintetizzabili in alcuni punti così proponibili: 



1. Insegnare non è più speculare con l'imparare Probabilmente l'insegnare è minore dell'imparare nel senso che si impara meno di quello che si insegna. L'imparare è infatti uno scambio non simmetrico. Oggi questo scambio è controllato dal dominio e richiede un aggiustamento paritario, un passaggio dal dominio alla parità del sapere.

2. Affrontare il mistero del conoscere Occorre sapere affrontare il mistero del conoscere senza cadere preda della paura. Il pericolo che deriva da questa paura è immenso. La verità logica diventa una richiesta contro la paura dell'ignoto. La verità logica porta alla guerra. Il dubbio emotivo del conoscere va gestito imparando a viverci dentro e non eliminandolo con la ricerca della verità unica. Spesso la verità unica porta alle guerre ed il dubbio emotivo ci indirizza invece alla pace. L'Università delle Persone deve essere luogo di dubbio, di mistero e non di verità assoluta e di arroganza cognitiva. 

3. Imparare nuovi modi di controllare l'ansia del mistero Occorre imparare nuovi modi di controllare l'ansia del mistero (e della morte). Oggi lo facciamo quasi esclusivamente con le strutture, con le metafisiche, o con l'oggettività. Occorre imparare a controllare l'ansia da dentro e non da fuori. Lo sviluppo viene dall'autocontrollo e non dall'eterno controllo. Per questo un'università deve essere autogestita. 

4. Imparare a produrre benessere soggettivo e diffuso Dobbiamo imparare a produrre benessere soggettivo e diffuso. Dobbiamo inventare sempre più spazio e tempo futuro, cioè bellezza ed estetica, non solo bontà ed etica. Abbiamo bisogno di speranza e promesse più che di paura e minacce. 

5. Apprendimento come promessa e speranza e non come minaccia e paura Perciò la motivazione all'apprendere deve uscire dalla minaccia/paura ed entrare nella promessa/speranza. Le aspettative creano il desiderio ed anche la realtà. Gli uomini hanno inventato la posizione eretta ed il suffragio universale perchè hanno aspettato benessere da queste invenzioni. Da queste e da tutte le infinite altre invenzioni che li hanno fatti uomini. 

6. Imparare come espressione Imparare significa essenzialmente passare dalla priorità del reprimersi alla priorità dell'esprimersi. Il bene-bellessere consiste nella soggettività e nell'espressione di questa. Star bene significa essenzialmente potersi esprimere. Una libera università deve facilitare l'esprimersi. Perchè così realizza sia l'apprendimento che il benessere. 

7. Costruire una comunità di apprendimento Per realizzare obbiettivi in questo senso occorre creare una comunità di apprendimento, un gruppo cioè di protagonisti di un processo di apprendimento efficace, benestante, soggettivo e diffuso. 

8. Curare il benessere dell'utenza Bisogna imparare innanzi tutto ad uscire dalla logica professionale vigente spesso incurante del benessere dell'utenza e centrata sul privilegio delle professioni vigenti e non sui risultati delle nuove professioni.

9. Le nuove professioni Si intravedono in effetti solo delle professioni nuove auto-validantisi e non garantite da parte dell'utenza e oggi le professioni sono garantite solo dai professionisti. La UP propone inizialmente alcune professioni nuove, corrispondenti ad un primo gruppo di vie di formazione specifica, basate sul benessere soggettivo e diffuso dagli utenti. 

10. Esclusione di titoli e riconoscimenti Viene assolutamente escluso ogni riconoscimento legale del titolo ed ogni titolo in assoluto. Il concetto di via infatti apre e non chiude il processo di apprendimento.