Friday 7 August 2020

 

Thursday, 21 May 2020 07:09

Psicologia e Lavoro n°191

Per iniziare:

 

Questo numero di Psicologia e Lavoro esce rinnovato, nella composizione della Redazione, con l’arrivo di Vito Volpe e di Paola Baldassarri, nella scelta del tema da sviluppare e nella modalità di organizzazione. Su questo ultimo punto abbiamo condiviso con Enzo Spaltro di affrontare la questione psicologica più legata alla tragedia della pandemia del Covid 19: il disorientamento.

Questo enorme problema viene declinato, in questo numero della rivista, da ciascun autore secondo le personali esperienze e competenze. Questa riflessione collettiva sul tema ha costituito, per il gruppo di redattori, un’opportunità di riflessione, di approfondimento e, quindi, di apprendimento che vogliamo trasferire ai nostri lettori.

L’enciclopedia Treccani alla voce disorientamento recita ”perdita della nozione dei rapporti tra la propria persona e l’ambiente, che si verifica in diverse malattie mentali. Si può distinguere un disorientamento rispetto al luogo, al tempo, alle persone; e queste diverse forme non si presentano nello stesso grado: prevale invece or l’una or l’altra… e anche diversa è la genesi del disorientamento
di volta in volta”.

Il disorientamento di oggi dell’intera umanità è una nuova categoria, un nuovo stato d’animo fatto di paura, di dolore e di ansia che abbiamo iniziato a conoscere di fronte alla diffusione del Covid 19 e alle misure restrittive a cui tutti i paesi del mondo sono stati sottoposti per tentare di ridurre i focolai di contagio e il conseguente numero dei decessi.

Disorientarsi può portare a crisi di panico? Interessante l’indagine apparsa su Fortune Italia, ripresa a sua volta da Politico, testata USA, in cui si analizza il “panic level”, in una scala da 1 a 10, nei diversi paesi UE, di fronte alla pandemia.

Francia e Germania si collocano a livello 7, Italia e Spagna a livello 8. Perché l’Estonia, che è tra i primi posti in Europa per numero relativo di contagiati, presenta un livello 3?

Senza voler fare un’analisi approfondita la ricerca suggerisce che la modalità di gestione dell’emergenza sia stata fondamentale, tramite l’azione del governo, che ha infuso fiducia ai cittadini, attivando idee progettuali attive e fattive, tramite il programma “Hack the Crisis”. Praticamente tramite un bando pubblico sono state scelte 5 azioni da realizzare tramite 5 startup, come segnale Carlotta Balena su Fortune Italia del 26 marzo scorso.

E’ stato il governo estone che ha chiesto aiuto ai cittadini, facendo di essi una forza attiva e solidale.

La startup vincitrice ha proposto infatti un sistema di rotazione della forza lavoro tra le diverse aziende per permettere a quei lavoratori occupati in settori chiusi, come il turismo, di continuare ad operare in altri settori a maggiore domanda, come l’e-commerce.

Storicamente e antropologicamente l’uomo si è orientato con il sole e le immigrazioni sono sempre avvenute da est ad ovest. L’uomo anziano perde la vista e va verso la luce. Come il sole sorge ad oriente per dare luce al giorno, così l’uomo si rivolge alla luce per avere l’illuminazione, fisica e metafisica. Anche la civiltà si è progressivamente espansa da oriente a occidente…non vorremmo dovessimo aspettare il prossimo giro!

Una cura al disorientamento sta nella “ Speranza progettuale”: cercare di dare un senso alla propria esistenza e al proprio lavoro, senza rincorrere la strada dell’isolamento, ma anche cercando di “ stare con”, di costruire e ricostruire la propria dimensione sociale.

Il disorientamento si supera facendosi forti non solo del proprio “sé”, ma anche dei sistemi che abitiamo “oltre sé”.

Si supera il disorientamento uscendo dal proprio narcisismo e occupandosi degli altri.


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Thursday, 05 March 2020 09:32

Psicologia e Lavoro n°190

Per cominciare:

Chiudiamo l’anno 2019 con il numero 190 in cui presentiamo un articolo “sui problemi scottanti della misura della formazione, che oggi si preferisce chiamare con la parola sviluppo. L’articolo è del 2019 a firma di Giorgio Sangiorgi e Gianfranco Cicotto. Segue poi la presentazione dell’XI Convegno di Cervia sul tema della laurea in se stessi. Durante questo convegno saranno discussi 30 punti definitori dello stato di “laurea” da distinguere nettamente da quelli di “presenza”. Infatti il risultato degli studi presso l’Università delle Persone si riferisce non tanto a un titolo di studio, quanto ad una presenza. Tant’è vero che l’Università delle Persone non rilascia diplomi di laurea ma attestati di presenza. Segue l’articolo di Laura Uboldi sul confine tra mente e corpo nella terapia espressiva. Questo articolo segue la definizione di benessere che viene descritto come “una possibilità e capacità di esprimere e di esprimersi”. Questo è seguito da una poesia di Francesco Di Lorenzo ed una messa a punto delle prospettive della rivista Psicologia e Lavoro. La redazione ricorda che tutti gli articoli inviati saranno letti e valutati per la pubblicazione a giudizio insindacabile della stessa.


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Monday, 27 January 2020 16:37

Psicologia e Lavoro n°189

Per cominciare:

Questo numero 189 di Psicologia&Lavoro inizia con un tentativo di proporre un modello estetico di comportamento umano, un modello cioè non bellico ma connettivo, non basato sulla bontà ma sulla bellezza. Questo tentativo propone i convegni di Cervia a primavera come tempo e luogo di ricerca di bellessere, di riaffermazione, di un al di qua contrapposto all’al di là bellico-religioso. Questo propone inoltre un modello psichico, cioè soggettivo, ed anche psico-economico. Il modello che viene proposto da tutti i convegni di primavera di Cervia è stato un modello di tipo pluralistico e non individualistico. Il modello può essere definito come un passaggio attraverso quello che possiamo chiamare anche il modello delle persone, o meglio ancora delle 3 P.

Infatti questo modello si compone di tre concetti base: quello della parità, dell’apprendimento, che supera e scavalca il modello del dominio e dell’assoggettamento; il modello del perdono, che si contrappone a quello della vendetta e della “naturale “ reazione di fronte all’attacco quindi una coppia che viene scavalcata dal perdono con il gruppo e la trinità;
il plurale che concepisce il passaggio oltre al singolare, ed una concezione del plurale come composto da fasi successive di sviluppo e successione di eventi dal singolo individuo al soggetto, alla coppia duale, alla trinità del piccolo gruppo, alla quaterna della comunità e via dicendo fino alla specie umana, intesa come una finalità ultima di ogni sviluppo fino al passaggio allo stato di benessere, bellessere e gioia.

Questo modello plurale si declina poi nell’interno del singolo soggetto con
il perdonare se stessi (apprendimento ed insegnamento);
il perdonare in coppia (monopolio, monopsonio);
il perdonare micro (consolato, piccolo gruppo, cittadinanza, privato);
e l’apprendimento macro (comunità, pubblico, comune, persona).

Questi passaggi che compongono il modello connettivo che lentamente, ma inesorabilmente sostituisce il modello bellico, possono essere considerati delle relazioni se i principali protagonisti sono le persone. Sono invece delle idee se si realizzano come associazione di idee.

Invece se sono fatti da successione di eventi possono essere considerati delle connessioni semplici oppure dei modelli di apprendimento o sviluppo, cioè di movimento o di potere che realizzano dei passaggi dalla unità alla molteplicità, dal singolare al plurale, dall’integrare al differenziare, dal complicare al connettere, dalla scarsità all’abbondanza, dal dividere al moltiplicare, dall’abbassare all’alzare, dal ridurre all’ingrandire, dall’ingrassare al dimagrire, dall’impoverire all’arricchire e via dicendo. Cominciando così.


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Thursday, 10 October 2019 00:00

Psicologia e Lavoro n°188

Per cominciare:

La laurea in sè stesso diventa il punto fondamentale di questo numero 188 di Psicologia & Lavoro. Questo vuol dire che vengono sottolineate tre componenti dello sviluppo. Possiamo sinteticamente
proporre tre P come ambiti da sviluppare con tre parole: Parità, Perdono, Pluralità.
La parità abbraccia i campi della parità di genere tra uomo e donna, la parità tra cittadino ed emigrante, tra monoteista e politeista, tra monopolio e monopsonio.
Il perdono comprende il grande passaggio in corso tra guerra e pace, tra cultura bellica e cultura connettiva, tra la fine della vendetta come criterio di giustizia sociale, tra l’abolizione delle carceri ed in genere una riformulazione del sistema di giustizia e di potere giudiziario attualmente vigente; nonché il passaggio dai tre ai sei poteri di base di una società.
La pluralità abbraccia il grande campo dei moltiplicatori e degli scarsificatori che hanno sino ad ora dominato il campo dello scambio economico e della produzione di benessere, bellessere e gioia. In questo senso il tempo sostituirà lo spazio e la nuova natura della moneta e degli scambi di benessere, bellessere e gioia.
Questo numero 188 viene proposto come ultimo Convegno di primavera a Cervia nel 2019.


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Monday, 24 June 2019 00:00

Psicologia e Lavoro n°187

In questo numero: 

Per cominciare

Enzo Spaltro

Quale futuro per l’ Europa

Pier Paolo Baretta

La specie Umana

Enzo Spaltro

Non siamo fatti per vivere nel mondo presente

Seligman M.E. Tierney J.

Gesell Silvio

Wikipedia

Valorizzazione delle persone attraverso il lavoro

Tony Nardi

L’ horreur économique

Viviane Forrester

Il coefficiente di Gini

Wikipedia

Aguas de MarÇo

Traduzione Davide Baroni

Per continuare

Enzo Spaltro

Bellessere

 

Per Cominciare

Enzo Spaltro

Se si osserva attentamente ciò che sta succedendo, diventa sempre più strano insegnare. L’emergere della soggettività prende strade impreviste. L’informazione recupera la sua natura soggettiva. L’energia umana è la soggettività con l’informazione che si porta sempre più a ridosso del tempo. L’informazione ed il tempo diventano due facce del desiderio, cioè della soggettività dello stato puro. La soggettività è tempo + desiderio: accorciando il tempo si sod­disfa il desiderio, allungandolo si frustra. Sino ad ora l’equa- zione tempo/desiderio è stata espressa dal denaro, dalla sua redditività nel tempo, dal tasso di interesse. Ma il denaro, nella sua monodimensionalità è divenuto insufficiente ad esprimere la soggettività. La mondializzazione dei problemi ha reso plurale il denaro, trasformando la moneta in monete plurali. Così la moneta è diventata soggettiva, come le variazioni dei cambi tra valute nazionali dimostrano chiaramente. Il denaro va trasformandosi in informazione e cambia così lo scenario della soggettività, che sta diven- tando tempo e durata. Stiamo assistendo ad una progressiva trasformazione degli oggetti d’amore, cioè dell’equazione desiderio/tempo. La trasparente supremazia dello psichico sta sostituendo la opaca supremazia del fisico in cui abbiamo vissuto sinora. Il fisico è dominato dalla scarsità, dalla ricerca del privilegio, dal pudore, dall’opacità, dall’obiettività e dall’economia: ieri cioè passato. Lo psichico è dominato invece dall’abbondanza, dalla ricerca del benessere, dalla spudoratezza, dalla trasparenza, dalla soggettività e dalla psicologia: domani cioè futuro. La ricchezza è sempre più mobile, ma è anche sempre più effimera, soggettiva, seguendo così il desiderio /tempo, non solo durata. Ed è sempre più strano insegnare ...


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Monday, 25 February 2019 14:06

Psicologia e Lavoro n°186

In questo numero: 

5 Per cominciare Enzo Spaltro

7 Prospettive economiche per i nostri nipoti J.M. Keynes

18 Sur le travail Maurice de Montmollin

24 Il complesso di inferiorità Enrico Mattei

32 Dilatazione temporale gravitazionale A. Einstein

36 Becoming Michelle Obama

42 Becoming - Divenire - Becomer Enzo Spaltro

45 Poesia e futuro Francesco De Lorenzo

52 Futuro e bellezza nell’associazione Isabella Covili Faggioli

55 La missione e la visione dell’università delle persone Enzo Spaltro

58 Il programma dell’università delle persone 2019

62 Il programma del X convegno di primavera

65 Per continuare Enzo Spaltro

67 Bellessere

 

Per Cominciare

Enzo Spaltro

Se si osserva attentamente ciò che sta succedendo, diventa sempre più strano insegnare. L’emergere della soggettività prende strade impreviste. L’informazione recupera la sua natu­ra soggettiva. L’energia umana è la soggettività con l’informazione che si porta sempre più a ridosso del tempo. L’informazione ed il tempo diventano due facce del desiderio, cioè della soggettività allo stato puro. La quantità d’informazioni si riferisce all’unità di tempo: il bit è un concetto, un’unità temporale. La soggettività è tempo + desiderio: accorciando il tempo si sod­disfa il desiderio, allungandolo lo si frustra. Sino ad ora l’equazione tempo/desiderio è stata espressa dal denaro, dalla sua redditività nel tempo, dal tasso d’interesse. Ma il denaro, nella sua mono-dimensionalità è divenuto insufficiente ad esprimere la soggettività. La mondia­lizzazione dei problemi ha reso plurale il denaro, trasformando la moneta in monete plurali. Così la moneta è diventata soggettiva, come le variazioni dei cambi tra valute nazionali dimo­strano chiaramente. Il denaro va trasformandosi in informazione e cambia così lo scenario della soggettività, che sta diventando tempo e durata.

Stiamo assistendo ad una progressiva trasformazione degli oggetti d’amore, cioè dell’equazione desiderio/tempo. La trasparente supremazia dello psichico sta sostituendo la opaca supremazia del fisico in cui abbiamo vissuto sinora. Il fisico è dominato dalla scarsità, dalla ricerca del pri­vilegio, dal pudore, dall’opacità, dall’obbiettività e dall’economia: ieri cioè passato. Lo psichico è dominato invece dall’abbondanza, dalla ricerca del benessere, dalla spudoratezza, dalla traspa­renza, dalla soggettività e dalla psicologia: domani cioè futuro. La ricchezza è sempre più mobile, ma è anche sempre più effimera, soggettiva, seguendo così il desiderio/tempo, non solo durata.

Si tratta di riprogettare la soggettività: ma non la si può programmare sennò la si reifica. Si trat­ta di misurare la soggettività: ma non la si può quantificare troppo sennò si squalifica(deforma). Progettare la soggettività consiste nell’apprendere, che poi consiste nel sensificare, attribuire senso, costruire la realtà. Ogni apprendimento è apprendimento di benessere: imparare vuol dire tentare di stare bene o meglio. Il benessere è soggettivo ed imparare significa quindi pro­gettare la (o le) soggettività. Ma la soggettività è immateriale e l’informazione è senza peso. Il denaro invece è materiale, pensante, opaco. Pecunia non olet, non ha odore, ma l’oro è pesante con alto peso specifico: l’intermediario fisico di desiderio/tempo. L’informazione invece è l’in­termediario psichico tra desiderio e tempo, è immateriale, leggera, trasparente.

La soggettività trasforma il denaro in informazione: un aspetto importante è la trasforma­zione dello scambio monetario. La moneta può andare in crisi per eccesso(inflazione) o per difetto(deflazione): ciò porta a relazioni di baratto o di scarsa informatizzazione ...


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Thursday, 13 December 2018 00:00

Psicologia e Lavoro n°185

In questo numero: 

Per cominciare
Enzo Spaltro

La ceramica può migliorare la vita?
Lara Uboldi

Affrontare le differenze
Tania Russo

Raiffeisen: Spirito di giustizia, fattore competitivo
Sergio Gatti

On the Theory of Scales of Measurement
S.S. Stevens

Mozart: le Tre Sinfonie dell'Estate del 1788
Antonio Baroncini

Gli acquarelli di Bruno Vezzani: Nel Silenzio della Pianura
Giovanni Comiso

Lettere a Theo
Vincent Van Gogh 

Arapesta
Enzo Spaltro e G. Fiomai

Per continuare
Enzo Spaltro

Bellessere

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Per cominciare

Enzo Spaltro

Desideriamo cominciare il secondo numero on line di Psicologia e Lavoro (il 185) con due affermazioni di principio: “Se non posso avere ciò che desidero, posso desiderare ciò che ho”; “Non è possibile prevedere il futuro, ma è possibile progettarlo”. Ciò permette di affermare la priorità della soggettività nella creazione del mondo che noi stiamo vivendo. Questa affermazione soggettivista deve però essere seguita da una tattica che non segua soltanto generiche affermazioni, ma permetta di affrontare i problemi attuali.

Mia moglie Milena mi ha molte volte chiesto perché io mostri un certo rifiuto del denaro e della sua apparenza monetaria. Questo rifiuto appare più evidente quando sono in gioco piccole somme di denaro, fino a preferire le cose fatte gratuitamente, evitando, così, di sporcarsi le mani con il denaro. Questa domanda sul perché del rifiuto di trattare denaro e moneta non ha avuto fino ad ora risposta da parte mia. Ho infatti difficoltà a capire e a comunicare questa mia resistenza ad usare il denaro.

Il motivo principale della difficoltà del trovare delle spiegazioni, sta nel fatto che il denaro ha svolto spesso, da solo, la funzione di moltiplicatore di benessere e di bellessere. Ora però il denaro, come moltiplicatore di benessere, sta mostrando i propri limiti, non riuscendo a passare da scale quantitative a scale qualitative di misura. Il denaro non è riuscito a restare l’unico modo di valutare la merce e richiede continuamente altri metodi per misurarla. Il denaro necessita di essere completato dalla reciprocità e riesce ad essere reciproco solo se contemporaneo. Se il tempo viene ridotto a zero, allora il denaro è costretto a restare nel presente, mentre, se il tempo fertilizza il denaro, attribuendogli un interesse positivo (o negativo), esso entra nella dimensione di “rischio/pericolo” presenti, e non va più verso il futuro, cioè verso la bellezza ed il bellessere. Denaro e dono non danno bellessere cioè felicità, ma semplicemente bontà, cioè una felicità normata con parametri altrui non fluidi. Il denaro, e la moneta che lo esprime, moltiplicano un benessere di tranquillità e di osservanza, una bontà da “conio” su metallo, solo recentemente trasformato in lettera di credito o banco-nota o carta di credito. Quindi il denaro crea una felicità altrui con un benessere e non con un bellessere. Il denaro ha abdicato alla funzione di moltiplicatore di benessere personale a favore del benessere altrui: chi possiede il denaro è costretto a spenderlo oppure a investirlo a favore di qualcun altro; in ogni caso non può utilizzare il denaro come moltiplicatore di benessere personale, finendo per restare prigioniero del denaro stesso. Occorre quindi inventare un sostituto del denaro che inneschi una nuova moltiplicazione di benessere senza aver bisogno dell’interesse e del benessere altrui.


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Tuesday, 09 October 2018 07:44

Psicologia e Lavoro n°184

In questo numero: 

Editoriale
Enzo Spaltro

Il quasi, il circa, l’about: il secondo Convegno delle tre parole
Antonietta Cacciani

Intervista a Enrico Parsi
Antonietta Cacciani

IX Convegno di Primavera
Cervia, 23 marzo 2018

Silvio Gesell
S.M. Keynes

Il premio Nobel a Thaler, per un’ Economia che ci tratta da esseri umani
Psychodrama and group psychotherapy
J.L. Moreno, M.D.

On Becoming a Person
Carl R. Rogers, Ph.D.-The University of Wisconsin

Formation: L’ autre miracle suisse
François Garçon

L’ inizio dell’infinito
David Deutsch

Canciones del más acá
Mario Benedetti

Tempo e benessere
Enzo Spaltro

Prosa o Poesia
Francesco Di Lorenzo

Le reti di imprese
Domenico Arato

Continuazioni Bologna 31 Marzo 2018


Editoriale

Enzo Spaltro

Psicologia e Lavoro, dopo 50 anni di pubblicazioni, esce abbandonando la sua tradizionale modalità cartacea di pubblicazione, ed imbocca una nuova modalità digitale di diffusione. La rivista manterrà alcune caratteristiche di base: il fatto di essere riservata ai soci dell’Associazione Università delle Persone e la natura di periodico trimestrale. Si mantiene inoltre lo scopo della rivista come sussidio didattico per i soci e per gli studenti della Università delle Persone.
Vi sono molti motivi per cui nell’anno 2018 l’organo di stampa di questa giovane Università è passato dalla forma cartacea a quella digitale. Il primo motivo è quello di tentare di aumentare la diffusione, non tanto di copie vendute, quanto di idee, seguendo il concetto di Keynes per cui “sia per il bene che per il male quelle che contano sono le idee”. Il secondo moti­vo è che, in questo modo, il raggio d’azione diventa maggiormente espanso e maggiormente aperto alla collaborazione di tutti coloro che riescono ad accedere alle reti che quotidianamente vengono raggiunte in un certo luogo e in un certo tempo. Un terzo motivo per cui Psicologia e Lavoro ha scelto questa modalità diversa di diffusione sta nella sperimentata maggiore velocità che il mondo digitale permette tra l’avvenimento di fatti e progetti e la loro cono­scenza sulla rete. In effetti, la diffusione online consente il passaggio tra una conoscenza visiva a cui siamo abituati, quella cartacea, ed una conoscenza di più reti di diversa natura, provenienza e finalità.
Dato il cambio di modalità di comunicazione, si rendono necessari due cambiamenti nel modo di presentare la rivista Psicologia e Lavoro. Un cam­bio dello schema di riferimento generale dell’ambiente in cui la pubblica­zione online viene indirizzata (o lanciata). Ed il vocabolario dei significati diversi che i messaggi contenuti nella pubblicazione veicolano. Così una rete proveniente direttamente da un frasario di origine bellica o competitiva non può più essere sufficiente ad esprimere concetti o idee di tipo connettivo. Questo perché il contrario della guerra non è, come si crede normalmen­te, la pace. Perché la pace è una mancanza di guerra ma non è un’entità contraria alla guerra. La guerra consiste essenzialmente nel passaggio all’unità, tramite la vittoria e l’eliminazione del plurale (o duale). In pratica ogni guer­ra porta ad una vittoria (e quindi è una sconfitta), e quindi ancora all’elimi­nazione di tutti tranne il vincitore. La guerra è per definizione la tendenza ad una sola relazione ed una mancanza di relazioni plurali. Per cui il contrario di guerra non è pace, ma connessione. Le connessioni sono il contrario delle guerre: abbiamo connessioni tra persone chiamate relazioni, connessioni tra idee chiamate associazioni, connessioni tra tempi chiamati successioni e connessioni tra rassomiglianze chiamate comunità, cioè comunismi.
Occorre a questo punto partire per una presentazione di un panorama molto più ampio di quello che sino ad ora la rivista Psicologia e Lavoro ha esplo­rato. Occorre partire quindi dall’idea di connessioni e distinguere la cultura bellica dalla cultura connettiva. Per fare questa presentazione appaiata delle cul­ture belliche a connessione zero e delle culture plurali a connessioni multiple presenterò qui due casi importanti per conoscere le qualità ed il senso delle due culture di cui stiamo parlando. Le due culture sono il caso premio Nobel che permette di capire meglio la cultura bellica e il caso Sud Africa per la cultura connettiva del perdono.
Il caso Nobel nasce dalla presenza di una cultura bellica che ha accumulato un’ immensa ricchezza nelle mani di Alfred Bernhard Nobel. La ricchezza dei due fratelli Nobel derivava dall’invenzione di più di 250 brevetti di esplosivi che hanno, sui più diversi fronti bellici, causato la morte di milioni di uomini e l’accumulo di multiformi prodotti esplosivi dai più devastanti effetti mortali. Dopo la tragica morte del fratello Alberto, avvenuta durante la prova di uno di questi esplosivi, Alfred Nobel fu preso dai sensi di colpa ed istituì nel 1901 cinque premi Nobel, uno per la pace ed altri quattro per la chimica, la fisica, la medicina e la letteratura, da assegnarsi a ricercatori che, nell’ultimo anno, aves­sero contribuito allo sviluppo del benessere tra le persone e le nazioni. Un altro premio che porta il nome di Nobel, ma che in realtà è dovuto ad un contributo della banca di Svezia, è quello istituito nel 1969 per un ricercatore in economia.
Il caso Sud Africa è invece il passaggio dalla cultura della vendetta alla cul­tura del perdono, e cioè dalla perdita di controllo del proprio futuro alla riappropriazione di questo futuro nel soggetto che non si vuole più vendicare. Ciò avvenne dopo che, a seguito di elezioni regolarmente eseguite, la maggioranza nera si impadronì del potere sino ad allora posseduto dalla mi­noranza bianca. Si temette quindi che la nuova maggioranza, esasperata per il potere minoritario che l’aveva compressa sino ad allora, si vendicasse violente­mente contro coloro che aveva considerato i propri oppressori.
Ciò non avvenne perché i leader della nuova maggioranza nera rinunciarono a utilizzare la tendenza alla vendetta della popolazione nera e utilizzarono invece, come criterio base, il raggiungimento di un benessere reciproco che la vendetta avrebbe certamente impedito.
Molti altri esempi, sia a livello politico sia organizzativo che interpersona­le, hanno chiaramente dimostrato che lo spirito vendicativo nuoce sia a livel­lo di coppia che a livello di comunità, e che il sistematico uso della mentalità di per-dono consente livelli di benessere altrimenti impossibili da raggiungere. La rivista Psicologia e Lavoro tenterà nei prossimi numeri di mostrare come questo criterio possa essere considerato un utensile quotidiano per un più facile raggiungimento sia del benessere (rispetto alle norme) che del bellessere (rispetto all’idea di bellezza e di felicità).


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Thursday, 27 September 2018 00:00

Psicologia e Lavoro n°182-183

Sono disponibili gli ultimi numeri della rivista Psicologia e Lavoro con i numeri 182 e 183

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Friday, 17 February 2017 00:00

Psicologia e Lavoro n°179-180

 

In questo numero:

  • Proposta 3: Poteri e Cambiamenti (Enzo Spaltro)
  • 100 punti per i Direttori del personale (Giorgio Gasparotti)

  • Chanson d’automne. Est un des plus fameux poèmes de Paul Verlaine. Il est paru dans le livre Poèmes saturniens en 1866.

  • Dalla società dei guerrieri a quella dei connettori. Dieci ipotesi per una psicologia della pace. (Enzo Spaltro)

  • Proposta 4: dipendenza tra uomini e cose (Enzo Spaltro) 

  • The likely cause of addiction has been discovered, and it is not what you think (Johann Hari)

  • Dialogo con fra’ Giordano Ferri sul Festival Francescano 2017 a Bologna (a cura di Enzo Spaltro)

  • Il gioco d’azzardo e le distorsioni cognitive (Isabella Margheri)

  • La poesia e il futuro (Francesco Di Lorenzo)

  • 20 anni / 80 anni (Chiara Pelloni, Enzo Spaltro)

  • Recensione: Elisa Nocca “La tribù che danza” (a cura di Enzo Spaltro)

  • POESIA: Patrizio Massi

  • UP Università delle Persone Programma e proposte 2017

  • UP Università delle Persone | FondES

  • 8° Convegno di primavera “Il Rischio” Cervia, 31 marzo | 1 aprile 2017

 

Proposta 3: Poteri e Cambiamenti (Enzo Spaltro)

Il 6 dicembre 2007 si sono incontrati a Bologna presso l’Ordine dei Giornalisti un gruppo di promotori di un’associazione chiamata “Università delle Persone” ed hanno deciso di costituirsi in un’entità formativa non profit con sede a Bologna. Questo gruppo di promotori era costituito da Enzo Spaltro, Isabella Covili, Emilio Bonavita, Agostino Benazzi, Sandro Scorzoni. Da allora l’associazione suddetta, affiancata da una fondazione parallela, chiamata Fondazione Enzo Spaltro, ha svolto 9 programmi annuali di formazione,  empre orientati al mondo del lavoro ed al benessere di base necessario per poter svolgere il lavoro in climi benestanti.
Questa università, chiamata UP, cioè Università delle Persone ha iniziato con un primo programma di laurea in sé stessi, ha proseguito poi con un corso di nuove relazioni industriali e successivamente un corso di climi lavorativi e loro miglioramento. Negli anni successivi ha sviluppato particolarmente i temi di reddito di cittadinanza, di moneta franca, di conflitti lavorativi. Più recentemente ha organizzato corsi e convegni sul tema delle vendetta e del perdono, dell’uso della bellezza nel mondo lavorativo e della progettazione del futuro tramite l’idea di benessere. In tutte queste attività alcuni concetti sono apparsi fondamentali: quello di parità, unico antidoto rispetto al dominio, quello di perdono come il miglior modo di trattare la vendetta.
Si è visto che il predominio del perdono negli affari organizzativi ha permesso una progressiva trasformazione della micro-economia di fronte all’emergere della soggettività e delle diversità estetiche. Le qualità psichiche hanno spesso sorpassato le dimensioni etiche. L’oscillazione tra unico potere a somma zero (monoteistico, monarchico, ecc.) e potere plurale (potere a somma variabile) che è diventato centrale specie nella gestione non più orientata su controllo e possesso, ma sulla negoziazione e il benessere-bellessere richiesti a tutti i protagonisti del lavoro.
Di solito si intende per potere la possibilità e/o capacità di produrre e/o impedire cambiamenti. Partendo da una logica monoteisticamonarchica del potere unico ed assoluto si è arrivati prima ad una delimitazione del potere unico con il concetto di coppia (i consoli romani sostituiscono i re di Roma). Successivamente viene proposta una terna di poteri (legislativo, esecutivo, giudiziario: la rivoluzione francese). Attualmente, nel passaggio dalla cultura bellica alla cultura connettiva si è arrivati a sei poteri (mediatico, economico-finanziario, scolastico dell’apprendimento) oltre ai tre già individuati.

... CONTINUA  

 

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