Wednesday 21 April 2021

 

Blog Category

Introduzione:

Gli esseri umani per svilupparsi, hanno oscillato tra bisogni e desideri, tendendo a rendere difficili le cose facili e poi, di fronte alle difficoltà, di renderle sempre più difficili, sino a quando lo sviluppo si è compiuto. Ma lo sviluppo umanoide non è avvenuto tramite interfacce a scalini, ma per sfumature e gradualità, senza salti o scambi di qualità, ma per aumenti di quantità e raggiungimenti di qualità che riguardavano le montagne in alto ed il mare in basso. Ma di pianure neppure l’ombra. Per questo tutti gli artisti o i ricercatori o i descrittori di ambienti hanno sempre preferito usare le montagne o il mare. E così sono stati sempre trascurati i panorami e gli ambienti piani, come quelli delle pianure che venivano creati dai grandi fiumi che per molti millenni gli uomini hanno utilizzato come via di comunicazione preferita. Per questo le vie terrestri sono state trascurate e quelle marine o montane preferite. Questo libro propone una via parallela, composta da una descrizione che ha usato il linguaggio degli ominidi nelle diverse età della specie umana che sono state inventate e utilizzate per migliorare la reciproca presenza, sia in senso cooperativo, che in senso competitivo: sia per fare la guerra che per fare la pace. Nel momento in cui il terzo millennio si affaccia nello sviluppo della specie umana in tutte le parti del pianeta terra e propone il passaggio da una cultura di controllo ad una cultura di contatto e scopre delle modalità più efficaci di convivenza e collaborativa, una migliore reciproca capacità d’intesa viene proposta qui dagli autori Bruno Vezzani ed Enzo Spaltro come occasione di apprendimento di persone, parità e pluralità, e come antidoto alle distorsioni belliche e conflittuali. Di tutto questo conviene sottolineare soprattutto le tre P e cioè parità, perdono e plurale, cioè sviluppo, che molti continuano a chiamare formazione. Questa si compone ancora come successione di numeri, cioè uno, che viene prima di soggetto, che viene prima di due e cioè di coppia che viene poi prima di tre, cioè prima di piccolo gruppo e poi prima di quattro grande gruppo, cioè collettivo, istituzione ed organizzazione. Questo insieme inaugura la pluralità che precede il comune (da cui comunismo) cioè il cinque ed il sei della specie. Tutte queste idee sono state inventate (non scoperte!) dagli odierni umanoidi ed oggi a poco a poco descritti e raccolti nelle loro tracce passate nei milioni di anni lasciati in memorie, guerreggiate e non ma sempre nel tentativo di renderli identificabili e comprensibili. Dal plurale si torna alla pianura, dalle montagne e dai mari si torna agli acquerelli. L’homo sapiens continua così.

Enzo Spaltro
Bologna, 1 gennaio 2021


(CONTINUA LA LETTURA)pdf symbol

 

 

Published in UPRESS