Friday 22 March 2019

 

Storia dei piccoli Gruppi

Storia dei piccoli gruppi

La storia dei piccoli gruppi e della formazione di gruppo offre una lunga serie di esempi del come l’idea di gruppo si sia faticosamente sviluppata nel ventesimo secolo. Joseph Pratt a Boston nel 1911 si accorse, da tisiologo, che i pazienti che discutevano in gruppo guarivano più facilmente di quelli che se ne stavano da soli. Elton Mayo iniziò nel 1927 alla General Electric gli esperimenti, che lui chiamò “room test”, che consistevano nell’osservazione di gruppi di lavoro. Le ragazze al alvoro producevano di più se nel loro ambiente succedeva qualcosa: se si tingevano le pareti di un colore, se si suonava musica, se arrivava la visita di qualcuno. La produttività era una specie di ricambio per l’attenzione prestata. Mayo pubblicò il suo libro Problemi sociali di una civiltà industriale nel 1933. Le sue conclusioni vertevano sull’importanza del gruppo nell’organizzazione del lavoro. Nel 1932 Jacob Moreno pubblicò il suo libro Chi sopravviverà? in cui presentava le sue esperienze compiute col metodo dello psicodramma, cioè della rappresentazione corporea e con l’azione dei propri desideri e delle proprie aspettative. L’azione doveva riprendere la supremazia sulla parola: questo era un concetto ispiratore dello psicodramma di Moreno che era basato sull’uso di piccoli gruppi in piccoli teatri dove si svolgevano questi “drammi” psicologici. Nel 1947 Kurt Lewin in un corso per operatori sociali in New England si accorse che se gli allievi partecipavano alle discussioni dei docenti imparavano meglio. Nacque così quella tecnica di gruppo non strutturato, denominata T-group, training group, o gruppo di formazione, di base, non direttivo. Nel 1950 Samuel Slavson, ingegnere di produzione, si accorse che radunando in gruppo le persone si ottenevano buoni risultati sulle sintomatologie psichiche, come fobie, ossessioni, ecc. Nacque così la psicoterapia di gruppo. Nel 1954 due psicologi militari, Bales e Slater, durante la guerra in Corea si accorsero che gli equipaggi degli aerei americani che avevano avuto una formazione di gruppo non venivano abbattuti dalla contraerea nemica. Nacque così il concetto di differenziazione della leadership e del comando plurale, con la conseguente invenzione delle task-forces, o gruppi a leadership multipla e l’idea dell’organizzazione a matrice. In tutte queste esperienze si osservò quello che Carl Rogers nel 1970 definì “la straordinaria potenza delle situazioni di gruppo” che lui chiamò encounter groups, cioè gruppi di incontro.
Il punto centrale di tutte queste esperienze fu la constatazione che i gruppi creano un particolare tipo di relazione interumana, quella che i tedeschi hanno chiamato “gemein”, cioè comunità ed un particolare tipo di mentalità, che gli americani hanno chiamato “sintality” cioè sintalità, essere insieme, o “weness”, noità, sentimento del noi. La dinamica di gruppo, la natura dei gruppi, la natura della dinamica di gruppo, il gruppo come metafora, il concetto di gruppo psicologico: in gruppo e di gruppo, altro non sono che la conseguenza di questo tipo di relazione e di mentalità.

 

Estratto da Enzo Spaltro, Il gruppo: sintesi e schemi di psichica plurale, Edizioni Pendragon, Bologna 1999

Notizie Blog